Overland 14

Il Caucaso

Prima visione luglio 2013 - rai1

La Stagione

La nuova spedizione Overland 14 ci porta in un territorio poco noto ma immerso in paesaggi mozzafiato e una cultura indimenticabile, tra pericoli e insidie, sapori e popoli diversi: il Caucaso. Una zona del Mondo che in passato ha vissuto cruenti conflitti e che solo ora si sta riprendendo, nonostante alcune zone siano ancora potenzialmente pericolose: percorrere la regione del Caucaso, in bilico tra Europa e Asia, permette di scoprire un vero e proprio museo all’aperto, meritevole di essere mostrato e valorizzato.

Il Viaggio Televisivo parte il 4 maggio 2013 dalla Georgia e attraversa vari attraversando Paesi e zone dalla difficile situazione geopolitica, come Armenia, Azerbaigian e le Repubbliche Russe del Caucaso del nord. Il team di Overland protagonista di questa lunga spedizione sarà affiancato di volta in volta da giornalisti esperti della regione caucasica, che raccontano gli avvenimenti storico-culturali, e da interpreti che aiutano a comprendere meglio le popolazioni autoctone: persone comuni che, grazie alla loro spontaneità nell’affrontare un viaggio fuori dal comune, renderanno lo spettacolo ancor più empatico.

L’immaginario collettivo verso l’area del Caucaso resta legato a sporadici e drammatici episodi come la presa di ostaggi al teatro di Mosca e la tragedia nella scuola di Beslan, dei quali l’informazione è rimasta spesso superficiale e si sa ben poco di cosa sia realmente avvenuto. E ancor più in generale, i conflitti in questi territori rimangono sconosciuti: difficilmente si parla della drammatica situazione umanitaria di centinaia di migliaia di profughi, della sistematica violazione dei diritti umani in alcune zone e della situazione esplosiva che si sta creando nelle altre Repubbliche del Caucaso.

Ma il Caucaso è anche molto altro. Siti archeologici, chiese, monasteri, castelli, torri, testimonianze di una lunga storia. Paesaggi naturali pieni di contrasti e di suggestione. Un crogiolo di popoli di diversa origine e religione, di cui documentiamo gli aspetti dell’economia, della vita quotidiana, del folclore. In compagnia del team di Overland abbiamo vissuto esperienze entusiasmanti, anche se non sempre lontano dai pericoli… partecipiamo alla Commemorazione in ricordo del genocidio armeno del 24 aprile; visitiamo le terme di Petrolio e i Parchi Naturali dell’Azerbaigian; fronteggiamo il pericolo ai confini del Nagorno Karabakh, regione off-limits attualmente contesa tra Armenia e Azerbaigian e pattugliata da cecchini. Non mancano imprevisti burocratici, ma nemmeno momenti di svago e scoperta: assistiamo alla tradizionale panificazione del lavash, il pane di pietra; siamo coinvolti in bazar carichi di merci ma soprattutto di sapori, danze e musiche popolari; osserviamo le fabbriche artigianali dei tappeti, la lavorazione dei bachi da seta all’ombra degli impianti petroliferi e delle raffinerie dell’Azerbaigian, e la coltivazione dell’uva e la produzione di ottimi vini nelle pianure della mitica Colchide, custode del Vello d’Oro tanto agognato da Giasone e dagli Argonauti.

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Le Puntate

puntata 1

Georgia

2013 - Rai1

Tibilisi, città antica e dalla storia travagliata, oggi capitale della Georgia. Ci perdiamo tra i suoi vicoletti e stradine, ad ammirare le splendide abitazioni in stile tradizionale georgiano e i tanti monumenti storici e religiosi, per scoprire che da sempre Tbilisi è una città multi-etnica, dove popoli di religione diversa vivono pacificamente gli uni accanto agli altri da secoli. Andiamo poi a scoprire i Patrimoni dell’Umanità a Mtskheta, antica capitale della Georgia e uno dei suoi principali centri spirituali: è qui infatti che la Georgia si convertì al Cristianesimo già nel IV secolo. Attraversiamo velocemente tutto il Paese e, tra mille avventure e non poche difficoltà, raggiungiamo la regione di Svaneti, racchiusa tra le altissime vette della catena del Grande Caucaso. Ci avventuriamo nella sua splendida e selvaggia natura, scopriamo gli usi e costumi degli Svani, la popolazione locale che dalle alte torri in pietra ha difeso con tutte le sue forze la sua meravigliosa terra nel corso dei secoli. Saliamo ancora più su, tra sentieri fangosi e strapiombi, fino ad Ushguli, il villaggio abitato più alto d’Europa.

puntata 2

Georgia

2013 - Rai1

Sfrecciamo nelle pianure nella mitica Colchide, dove si racconta fosse custodito il vello d’oro, la mitica pelle d’ariete tanto agognata da Giasone e gli Argonauti. Visitiamo Kutaisi e i suoi Patrimoni dell’Umanità, e scopriamo che qui c’è una panetteria tutta italiana! A Gori visitiamo il museo dedicato a Stalin, al quale la cittadina ha dato i natali, incontriamo persone che ci parlano dei conflitti che travagliano la Georgia e vediamo dove vivono ora gli sfollati.

Torniamo nuovamente a Tbilisi e Mtskheta per assistere alle lunghe celebrazioni della Pasqua da parte degli ortodossi georgiani, la festa religiosa più importante per i georgiani ortodossi, motivo per cui la Settimana Santa è caratterizzata da speciali funzioni religiose con rituali particolari. Ci incamminiamo sulla via del vino che ci condurrà nella regione di Kakheti, dove sono coltivati oltre la metà dei vigneti georgiani, incontriamo i primi vignaioli della storia e osserviamo il metodo tradizionale georgiano di vinificazione. Infine, il fascino misterioso degli antichi monasteri e gli importanti monumenti storici dei quali la regione di Kakheti è cosparsa, ci fanno sentire testimoni dell’antica storia dell’area.

puntata 3

Azerbaigian

2013 - Rai1

Seguiremo le antiche strade carovaniere fino alla storica città di Sheki, famosa in passato per i suoi commercianti di seta e spezie e per i suoi artigiani. Qui tra mercati, splendidi palazzi e caravanserragli, incominceremo a scoprire l’anima più orientale del Caucaso. Il viaggio continuerà costeggiando la catena del Gran Caucaso e i suoi tipici villaggi come Kish o Lahic, dove il tempo sembra essersi fermato centinaia di anni fa, in attesa di entrare nel cuore antico della capitale Baku, la città vecchia. Circondata da imponenti grattacieli e strutture ultramoderne, la città vecchia di Baku mantiene come uno scrigno un vero e proprio tesoro a cielo aperto. Nascoste in un dedalo di vicoli e caratteristiche case si trovano il palazzo degli Shirvansha, la moschea di Muhammed, le pietre di Bayil (a forma di animale) recuperate dalla fortezza sommersa di Sabayil Qala e la torre della Vergine, simbolo di Baku.

La strada ci porterà poi verso sud, attraversando le semidesertiche sponde del Caspio, tra vulcani di fango e antichi petroglifi che raccontano la storia dei primi insediamenti umani nella zona, fino al villaggio di Lerik immerso nei bellissimi monti Talish che separano l’Azerbaijan dall’Iran.

puntata 4

Azerbaigian

2013 - Rai1

Abbandoniamo i monti Talysh per raggiungere la bucolica città di Lankaran adagiata sulle rive del Caspio, nel sud dell’Azerbaigian. In questa città, famosa perla sua produzione di tè, all’interno di una massiccia torre, ora chiusa al pubblico, fu imprigionato un giovane Stalin mentre partecipava alle prime sommosse ”operaie”.

Il viaggio continua attraversando la vasta pianura centrale dell’Azerbaigian verso nord dove, lontano dai grandi giacimenti di idrocarburi, la pastorizia e l’agricoltura rappresentano le principali fonti di reddito della popolazione. Sulla strada che porta alla città di Quba, famosa per la produzione di tappeti, incontreremo la “Montagna delle cinque dita”: un luogo mistico e sacro, dove ogni giorno centinaia di pellegrini salgono le ripide scalinate che portano alla sommità della montagna per pregare e sperare che i loro desideri si avverino. Risaliremo le panoramiche strade che attraversano il Caucaso fino al remoto villaggio Xinaliq.

Infine torneremo verso Baku, la moderna capitale azerbaigiana, per poi raggiungere la città di Ganja che ha dato i natali al grande poeta Nizami. Qui attraverseremo le montagne del Caucaso Minore, dove risiedono molti profughi fuggiti dopo il drammatico conflitto con l’Armenia, fino a toccare il confine invalicabile della delicata e militarizzata zona del Nagorno Karabakh, territorio ancora oggi conteso tra Azeri e Armeni e luogo di sparatorie tra le trincee delle fazioni contrapposte.

puntata 5

Armenia

2013 - Rai1

La quinta puntata ci porta in Armenia, il Paese caucasico che, pur appartenente geograficamente all’Asia, può essere considerato europeo per le vicende storiche e per molti aspetti della sua cultura. Cercheremo di mettere a fuoco queste affinità visitando, sotto lo sguardo severo della statua della Madre Armenia, la capitale Jerevan, cuore culturale e storico dello Stato, come dimostra la ricchezza di musei, di biblioteche, gallerie d’arte, teatri. I motivi d’interesse sono molteplici: ci immergeremo nella vivace vita quotidiana lungo le strade del centro e nei mercati, danzando in piazza insieme agli armeni, e assisteremo alla produzione del brandy di Churchill (il più vecchio al mondo!) e dei tappeti artigianali, coinvolti dalle attrazioni culturali e artistiche di questo meraviglioso Paese. Ma saremo anche travolti dai segni della Storia: il museo dell’olocausto sulla Collina delle Rondini ci racconterà di un tragico passato poco conosciuto.

Da Jerevan ci sposteremo per conoscere il museo a cielo aperto formato da siti archeologici (basti pensare al tempio ellenistico di Garni edificato dal re armeno Tiridate nel I secolo), da fortezze erette a difesa della Via della Seta, ma soprattutto dalle testimonianze di una fede che impregna ogni momento della vita degli armeni: monasteri eretti in pietra vulcanica o scavati nella roccia, i khachkar, semplici croci intagliate in lastre di pietra, la divina liturgia celebrata a contatto con i fedeli dal catholikos, il papa della chiesa apostolica a Etchmiadzin, il Vaticano degli armeni.

E non mancheranno parentesi eno-gastronomiche per conoscere la cucina tradizionale gustosa e anche divertente, una vera arte improntata allo slow food. Termineremo la puntata ai piedi dei ghiacciai dell’Ararat, la montagna di Noè, sacra per gli armeni e culla della loro civiltà che vicende storiche spesso drammatiche ha separato dal territorio nazionale.

puntata 6

Armenia

2013 - Rai1

Una puntata molto varia ed emozionante, dedicata all’esplorazione degli aspetti salienti di un vero e unico Museo all’aperto. Prima tappa, la regione vinicola di Areni, la terra dei vigneti, dove sotto la guida degli archeologi avremo il privilegio di entrare nella “cantina più vecchia del mondo” risalente a 7.000 anni fa e di partecipare a una campagna di scavi alla ricerca del più antico passato armeno. Poi la visita al canyon di Noravank, famoso per le alte, strapiombanti pareti di rossa arenaria ai piedi delle quali si trova incastonato l’omonimo monastero. La regione di Syunik ci accoglie con i suoi tesori nascosti: lo straordinario monastero fortificato di Tatev, che raggiungiamo con la funivia più lunga al mondo; la suggestiva città rupestre di Khudzoresk – la Matera del Caucaso – con le grotte-abitazioni scavate nelle guglie di conglomerato che si innalzano sui fianchi di una valle; l’affascinante mistero del sito Karahunge, un osservatorio astronomico costruito ben 7.500 anni fa da un popolo tanto avanzato d’aver scoperto l’anno di 365 giorni e la sfericità terrestre migliaia di anni prima dell’Europa medioevale.

Seguendo il tracciato locale della Via della Seta, saliamo poi al caravanserraglio del Passo Selim e al lago Sevan – il mare degli Armeni – per documentare l’incredibile cimitero di Noraduz con la più grande concentrazione di khachkar, e per raccontare le leggende nate dalla sua impressionante foresta di steli. Ci attendono infine le ultime sorprese: la “piccola Svizzera” di Dilijan, vecchio villaggio turistico nel cuore di un parco nazionale ricco di foreste e tradizionali case costruite in legno; il villaggio di Filetov, un angolo della Santa Russia abitato della minoranza dei Molokani; e infine la valle di Alaverdi, che ospita patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Lasceremo così l’Armenia portando nel cuore l’amicizia e l’ospitalità del suo popolo.

puntata 7

Russia Caucasica

30 dicembre 2020 Rai1

Inizia l’esplorazione delle Repubbliche russe a nord del Caucaso, resa difficile e problematica dal persistere di conflitti e dalle difficoltà burocratiche nell’ottenimento dei permessi di transito. Raggiungiamo la catena del Caucaso Maggiore lungo la storica e leggendaria Strada Militare Georgiana, per scavalcare il Passo delle Croce (2.300mt) e scendere nella valle di Stepans Minda, terre di miti e leggende. Il passaggio della frontiera tra Georgia e Ossezia del Nord corrisponde alla Gola di Dariali, la porta degli Alani, uno dei canyon più spettacolari del Caucaso, che passiamo indenni dopo aver risolto non facili problemi burocratici. La valle fra le due dogane è per una decina di chilometri terra di nessuno. Ma dove siamo esattamente, in Asia o in Europa?

In Ossezia del Nord rendiamo omaggio alla statua di San Giorgio, protettore nazionale e versione cristiana dell’originaria divinità mitologica, il nardi Mastirgi, meta di pellegrinaggio da ogni parte della repubblica. Risaliamo quindi la valle per visitare un angolo di Far West, la città morta di Sadon con le sue miniere di piombo e argento ormai abbandonate. Ci dirigiamo quindi verso le pendici del Kazbek, angoli di Medioevo Evo sullo sfondo di cime ghiacciate di oltre 5.000 metri, ed ecco l’incredibile Città dei Morti presso Dargavs, un cimitero formato da decine di tombe familiari dalla caratteristica forma di trullo. A Vladikavkaz, l’elegante e ordinata capitale osseta, assistiamo alle funzioni della chiesa ortodossa, alle prove del corpo di ballo dell’Opera e agli allenamenti di lotta greco-romana, lo sport nazionale. Non mancherà un toccante ed emozionante momento di raccoglimento nella visita al cimitero e al memoriale della Scuola di Beslan, dove nel settembre 2004 un gruppo di terroristi ceceni occupò l’edificio sequestrando circa 1200 persone tra adulti e bambini, il preludio di un massacro con la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini.

puntata 8

Russia Caucasica

2013 - Rai1

Si conclude il viaggio nel Caucaso con l’esplorazione di alcune fra le meno conosciute repubbliche autonome della Federazione Russa. L’avventura comincia già alla frontiera con l’Ingusezia che dovremo attraversare lungo un corridoio presidiato dall’esercito per raggiungere la Cecenia: una sosta a Magas, la nuova capitale amministrativa della piccola repubblica, e alla vicina città vecchia di Nazran. Ed ecco la scoperta della nuova Cecenia: i segni delle due sanguinose guerre combattute con la Russia sono quasi del tutto cancellati e Grozny si presenta con la selva di grattacieli ancora in costruzione che le attribuiscono il titolo di Manhattan del Caucaso. Visitiamo i monumenti simbolo di questa trasformazione, in primis la grande moschea, punto di riferimento della popolazione che in gran parte appartiene alla scuola islamica del sufismo. Straordinaria si rivela anche l’esperienza gastronomica con l’assaggio di piatti di pasta e di carne sorprendentemente affini a quelli liguri e piemontesi, dalle trofie ai bolliti di carne.

Partiamo quindi alla scoperta della Cecenia delle montagne, al confine col Daghestan dove sconfiniamo per visitare una famiglia di pastori, per poi costeggiare il lago Kesendoy Am (2.000mt), considerato dai ceceni il più alto al mondo di quelle dimensioni. Tutto è nuovo in Cecenia, anche i paesi più sperduti ricostruiti dalle macerie della guerra, ma riusciamo a documentare ugualmente i resti di un villaggio abbandonato con la sua adiacente “città dei morti”. Dalla Cecenia ritorniamo in Cabardino-Balcaria per terminare la visita della capitale Nalcik e ci spingiamo fino alla repubblica autonoma del Karachay-Cherchessia. Non vi troviamo i Circassi, ma i Cosacchi qui insediati da secoli dei quali documentiamo la vita quotidiana presso una comunità rurale.

Team in viaggio

partecipanti