
Da Giovedì 19 giugno 2025 torna su RAI1 l’appuntamento con il nuovo format “Il Mondo con gli occhi di Overland”, l’avventura TV più amata dagli Italiani. Dopo 40 anni di avventure televisive, la missione 2025, fedele allo spirito Overland, affronta una delle sfide più difficili: andare oltre i pregiudizi e le rappresentazioni distorte che spesso definiscono intere nazioni nella nostra percezione.
Catastrofi, guerre, povertà, crisi politiche o ambientali sono i filtri attraverso cui conosciamo molti Paesi del mondo. Ma qual è la realtà quotidiana oltre i titoli dei giornali? Chi sono davvero le persone che li abitano? Quali tesori culturali e naturali custodiscono?
Con 10 nuove puntate, Il Mondo con gli Occhi di Overland ci porterà a vedere con occhi nuovi terre screditate o sconosciute come Haiti, Repubblica Dominicana, Filippine, Isole Svalbard e Nepal. Scopriremo paesaggi straordinari, Parchi Naturali remoti, Siti Unesco dimenticati, giungle lussureggianti, vette himalayane, ghiacciai artici, e storie di vita che sorprendono per forza, resilienza e umanità. Accanto a Filippo Tenti, regista e voce sul campo, Beppe Tenti e vari esperti aiuteranno a leggere in profondità ogni destinazione, affrontando anche temi difficili ma necessari in una narrazione più ampia, fatta di tradizioni, volti, sogni e risorse spesso ignorate.
A partire dal 19 giugno 2025, RAI1 trasmetterà 10 nuovi episodi de Il Mondo con gli occhi di Overland in seconda serata, per ricordarci che la vera avventura oggi non è solo esplorare il mondo, ma provare a comprenderlo, oltre gli stereotipi e le distanze.
In attesa della messa in onda, segui i diari di viaggio sui nostri canali social ufficiali per scoprire in anteprima i retroscena di questa emozionante avventura.
Data e orario possono variare all’ultimo e saranno aggiornati sui nostri canali di comunicazione online.
Nel primo episodio, Filippo Tenti ci accompagna in un viaggio sorprendente tra la Repubblica Dominicana e Haiti, due nazioni che condividono la stessa isola ma hanno vissuto storie profondamente diverse.
Partiamo da Santo Domingo, la più antica città europea delle Americhe, dove ci immergiamo tra le vie acciottolate della zona coloniale e ripercorriamo le complesse vicende legate a Cristoforo Colombo. Poi ci spostiamo sulla costa nord-orientale per un incontro ravvicinato con le megattere nelle acque di Samaná.
Ci dirigiamo dunque verso il confine con Haiti, il lato più fragile dell’isola, ed entriamo in un mondo che ha vissuto secoli di sfruttamento, terremoti, povertà e instabilità, ma che conserva anche una forza straordinaria. A Cap-Haïtien incontriamo chi si batte per la sicurezza e lo sviluppo della città, scopriamo i mercati, le distillerie tradizionali di rum, le scuole sostenute da iniziative locali e, soprattutto, ci avviciniamo al cuore spirituale di Haiti: il vudù, una religione antica e profondamente legata alla natura, spesso fraintesa in Occidente. Chiudiamo il nostro viaggio tra le musiche e i colori del Carnevale haitiano, dove la voglia di vivere si fa danza, festa e resistenza.
Continuiamo il nostro viaggio ad Haiti, andando ancora più in profondità per scoprire il cuore autentico di questo Paese spesso travisato. Partiamo da Cap-Haïtien, dove entriamo nella Cattedrale di Notre-Dame de l’Assomption, simbolo della complessa fusione tra cristianesimo e vudù haitiano. La spiritualità qui si manifesta anche nei riti all’aperto: partecipiamo a cerimonie vudù che ci svelano il forte legame tra la comunità e gli spiriti Iwa. Proseguiamo la nostra esplorazione visitando un centro che combatte la malnutrizione infantile, dove le famiglie vengono aiutate a guarire insieme, e un innovativo progetto di riciclo dei rifiuti organici, che trasforma i problemi sanitari di Haiti in risorse preziose per l’agricoltura. Ci addentriamo nel passato visitando i misteriosi petroglifi dei Taino, testimonianza di una cultura indigena spazzata via dall’invasione coloniale. Raggiungiamo quindi i simboli della storia haitiana: il monumento di Vertières, la maestosa Citadelle Laferrière e il suggestivo Palazzo Sans Souci, eredità di una rivoluzione che cambiò la storia. Il nostro percorso si chiude sulle coste caraibiche: villaggi di pescatori dignitosi e paradisi naturali ancora fuori dal turismo di massa raccontano una Haiti che resiste, sorride e guarda avanti con speranza.
Spesso note per la loro natura estrema e le pagine nere della cronaca internazionale, le Filippine sono molto più di un luogo colpito da tifoni, terremoti e conflitti. Partiamo dalle vie caotiche dei mercati di Manila, la capitale, fino alla modernissima Bonifacio Global City: ci muoviamo tra passato e futuro, tra fede e globalizzazione. E poi Happyland, una delle baraccopoli più povere del Paese: lì la miseria convive con una straordinaria dignità e capacità di adattamento.
Proseguiamo il viaggio verso sud, sull’isola di Basilan, simbolo della complessa storia di separatismi e violenza armata. Ma Basilan oggi prova a risorgere, e ce lo dimostrano i suoi abitanti, ex combattenti e portavoce di una nuova pace, che ci accompagnano alla scoperta di un’isola finalmente pronta ad accogliere. Infine, nel nord dell’isola di Luzon, ci avventuriamo tra le grotte sacre di Sagada e le celebri bare sospese di Echo Valley. Qui, scopriamo quanto il sovraffollamento turistico rischia di rovinare piccoli angoli di paradiso, ignorandone altri.
Prosegue il nostro viaggio nelle Filippine, ripartendo dall’isola di Basilan. Nella città di Lamitan scopriamo una convivenza sorprendente tra Cristiani e Musulmani, in una comunità un tempo segnata dai conflitti e oggi simbolo di armonia e rinascita. Usciamo dalla città per ammirare le spettacolari cascate di Bulingan e visitiamo una comunità di tessitrici Yakan, custodi di un’antichissima arte tramandata da generazioni. Incontriamo poi i Bajau, discendenti dei leggendari “nomadi del mare”, un popolo ora stanziale, che cerca un nuovo equilibrio tra tradizione e modernità.
Ci spostiamo sull’isola di Cebu, nel cuore della storia coloniale delle Filippine: visitiamo il Forte San Pedro, la Croce di Magellano e ripercorriamo la leggenda dell’eroe Lapu-Lapu, primo oppositore alla dominazione spagnola. Non mancano riflessioni su turismo e ambiente, per le contraddizioni dello shark watching e i rischi per gli squali balena. Il nostro itinerario ci porta a Coron, paradiso di biodiversità e capitale asiatica delle immersioni tra relitti. Tra pinnacoli calcarei e coralli variopinti, ci immergiamo in un paesaggio dove la natura ha trasformato le ferite della guerra in opere d’arte sommerse
Continua la nostra esplorazione tra le isole delle Filippine. Partiamo da Malapascua, piccola isola famosa in tutto il mondo per gli incontri ravvicinati con gli squali volpe. Filippo si immerge per osservare questi animali rari e misteriosi, simbolo di un mare che regala meraviglia e fragilità. Sull’isola incontriamo anche chi costruisce e ripara le tradizionali barche a bilanciere, tramandando mestieri antichi che sostengono intere famiglie.
La tappa successiva è Siquijor, l’isola degli spiriti, un luogo circondato da leggende di magia e sciamanesimo, dove oltre a una natura rigogliosa, scopriamo come il turismo crescente stia trasformando l’economia locale e mettendo alla prova l’equilibrio ambientale. Filippo si affida a un guaritore tradizionale per sperimentare un antico rito di purificazione con erbe e fumo sacro. A Luzon, entriamo nelle miniere d’oro illegali: in un clima di tensione e diffidenza, raccontiamo le condizioni estreme in cui uomini e bambini lavorano per estrarre minuscole pagliuzze d’oro. Infine, raggiungiamo le risaie terrazzate di Banau, un paesaggio scolpito da oltre duemila anni di storia e fatica. Incontriamo famiglie che vivono ancora secondo tradizioni antiche e condividono con noi la loro memoria di un passato segnato dalla Seconda guerra mondiale.
Ci spingiamo nell’Artico per scoprire le Isole Svalbard, il luogo abitato più a nord del pianeta, situato in uno dei punti più cruciali per la geopolitica mondiale e dove sei mesi di luce si alternano a sei di buio. Partiamo da Longyearbyen, una città sospesa tra passato e futuro. Camminiamo tra case su palafitte, vecchie miniere di carbone e una comunità internazionale che si reinventa tra gelo e bellezza. Conosciamo le storie di chi è arrivato qui per sfida o per trovare una nuova prospettiva di vita; compresa la nostra compaesana Giulia Di Marino. Ci fermiamo alla Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi, simbolo della speranza di conservare la biodiversità per il futuro dell’umanità.
A bordo delle motoslitte raggiungiamo Barentsburg, un ex avamposto sovietico dove ancora sventolano bandiere rosse e statue di Lenin. Entriamo in una miniera attiva a 500 metri sotto il livello del mare, esploriamo una scuola e un ospedale che servono questa piccola comunità russa e ucraina di circa 350 abitanti. Osserviamo le meraviglie della natura, sopra e sotto la superficie ghiacciata: ci inoltriamo in una grotta di ghiaccio, dove tocchiamo con mano gli effetti del cambiamento climatico.
Ma Filippo alle Svalbard ti ci vuole portare davvero, di persona: è in formazione un nuovo Gruppo Overland alle Svalbard condotto da Filippo Tenti in persona, per il nostro Tour operator Adventure Overland Viaggi!
Filippo lascia le cime innevate per scoprire un volto inaspettato del Nepal: quello della pianura del Terai e del Parco Nazionale di Chitwan. In un emozionante safari a piedi, immersi nella giungla, viviamo il brivido e la meraviglia dell’incontro ravvicinato con creature straordinarie come il rinoceronte indiano, simbolo di una biodiversità unica e fragile. Proseguiamo a Lumbini, luogo di nascita di Buddha, oggi centro spirituale multiculturale che ospita templi costruiti da nazioni buddiste di tutto il mondo. Il capo monaco ci invita a riflettere sul vero significato della felicità.
Nel nord del Paese, Beppe ci porta prima nel monastero di Khumjung, dove spiritualità e leggenda si intrecciano nel misterioso “scalpo dello Yeti”; poi a Namche Bazar, dove incontriamo donne Sherpa straordinarie e portatori che affrontano condizioni estreme per sostenere il turismo d’alta quota. Attraverso testimonianze sincere, scopriamo sogni, fatiche e speranze di chi vive tra le montagne.
Durante la festività del Tihar, partecipiamo a una celebrazione unica che onora animali, divinità e legami familiari. Infine, nel villaggio dei Tharu, ammiriamo una cultura antichissima fatta di tatuaggi rituali, case di fango e danze tradizionali che raccontano un legame profondo con la terra.
E’ in formazione un nuovo Gruppo Overland in Nepal per il nostro Tour operator Adventure Overland Viaggi!
L’episodio inizia con lo speciale intervento di Simone Moro, celebre alpinista italiano che ci racconta cosa significhi vivere e scalare in Himalaya, la sua seconda casa. Con lui riflettiamo su rischi, cambiamenti climatici e valore delle relazioni umane, per cui i Nepalesi hanno molto da insegnare.
Dopo uno dei voli di linea panoramici più spettacolari al mondo, atterriamo a Pokhara, al cospetto del massiccio dell’Annapurna; qui ci avviciniamo alla tradizione militare Gurkha, ancora molto sentita dai giovani, e alla cucina locale. Ci spostiamo al Campo Base dell’Everest, oggi affollato da un turismo ormai incontrollato. Qui, Beppe Tenti ci esorta a rispettare la montagna e ci fa ripercorrere la storia dell’alpinismo himalayano. Visitiamo il Laboratorio-Osservatorio Piramide, centro di ricerca ad alta quota nato da una collaborazione scientifica tra Italia e Nepal: un presidio unico dove si studiano ambiente, clima e fisiologia umana in condizioni estreme.
Dopo un lungo trasferimento, con Filippo raggiungiamo il Mustang e la gola del fiume Kali Gandaki, regione remota sospesa nel tempo. Per Filippo, è un luogo mitico, spesso evocato con ammirazione nei racconti del padre: proprio in queste zone, 40 anni fa, Beppe Tenti si era innamorato del Nepal e organizzava i primi Gruppi Trekking che ancora oggi portano gli Italiani nel mondo. E finalmente Filippo ritrova lo stesso Nepal delle parole di suo padre ammirandolo con i propri occhi.
Filippo ha raggiunto la zona del Mustang, da sempre raccontata con ammirazione dal Beppe Tenti, e finalmente ne comprende la forza evocativa. È un luogo remoto, scolpito dal vento e dalla spiritualità, dove la natura domina e l’uomo si adatta.
Nei dintorni di Jomsom, nel cuore del Mustang, troviamo immutato nel tempo il villaggio d’origine dei Thakali, popolazione dall’antica vocazione al commercio e all’imprenditorialità. Lungo le sponde del fiume Kali Gandaki, ci imbattiamo in incisioni rupestri, simboli scolpiti nella roccia che raccontano l’identità e le radici culturali di queste popolazioni, purtroppo minacciati dall’incuria e dagli interventi maldestri dell’uomo. Con Filippo attraversiamo villaggi isolati e visitiamo antichi monasteri Bön – antica religione pre-buddista; parliamo con chi vive in equilibrio tra isolamento e spiritualità, e con chi pratica la medicina Bön, fondata sull’equilibrio tra corpo e spirito. Nel sacro Tempio di Muktinath, meta di pellegrinaggio per induisti e buddhisti, è evidente che la religione può unire anziché dividere.
Il viaggio sulle orme del padre spinge Filippo fino a raggiungere Jharkot, villaggio che Beppe Tenti scelse come location per le riprese televisive di una produzione RAI su Marco Polo negli anni ’80. Fu la sua prima esperienza televisiva, che gli aprì le porte a un mondo ancora da lui inesplorato: fu così che nacque l’idea di realizzare le prime (e più famose) trasmissioni di viaggio e avventura della televisione italiana.