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Cucina ebraica, regole e piatti tipici

La cucina ebraica non è fatta solo di ricette tipiche ma prevede anche un preciso approccio al cibo. Siamo molto lontani dal concetto americano di ‘fast food’. Per la cultura ebraica il pasto è importante e rappresenta un momento di riunione della famiglia. Come una sorta di rito si apre con la benedizione del pane e termina con la benedizione del pasto. Ogni singolo cibo viene apprezzato nel suo valore. Per questo motivo i piatti tipici delle feste sono diversi da quelli dei pasti quotidiani e si arriva fino al digiuno religioso. La cucina ebraica è inoltre molto influenzata a seconda del Paese in cui si è sviluppata. Oggi infatti vi proponiamo due ricette: una tipica della comunità del Marocco e una di quella romana.


Polpette marocchine
INGREDIENTI (per 6 persone):
carne macinata (1/2 kg), cipolle rosse (2), patate (2), riso (9 pugni), peperoni gialli (2), carote (1kg), uvetta (3 bicchieri), pinoli (1 bicchiere), cumino (2 cucchiai), battuto di prezzemolo (2 cucchiai), passata di pomodoro (2 bottiglie), farina (1 bicchiere), uova (2), olio. Tempo di preparazione: 1 ora e 1/2 - Tempo di cottura: 1 ora e 1/2 PREPARAZIONE:
Mescolare la carne con 1 cipolla tritata, le uova, il prezzemolo, le patate tritate e crude, metà dose di cumino e metà dose di uvetta. Preparare delle polpettine infarinarle. Versare in una pentola antiaderente con olio e passata di pomodoro (insaporita con la cipolla tritata fina), cuocere a fuoco lento con il coperto per almeno 1 ora e dopo cospargere con un pizzico di cumino e un po’ di uvetta. Il resto servirà dopo. A parte preparare i peperoni: tagliarli a piccoli pezzettini e cuocerli in pentola antiaderente con un cucchiaino di uvetta, olio e sale. Fare lo stesso con le carote, tagliate a fettine lunghe e sottili, scottandole prima per 10 minuti.
Lessare il riso, aggiungere il cumino, l'uvetta rimasti e i pinoli. Disporre il tutto in un grande vassoio con il riso al centro, sopra la verdura e intorno le polpette. Servire molto caldo.


Carciofi alla giudia

12 carciofi romaneschi, 1 litro di olio,sale, pepe, limone o aceto
Pulire i carciofi salvando un pezzo di gambo, immergerli nell’acqua con un limone spremuto. Batterli uno contro l’altro far aprire le foglie. Aggiungere sale, pepe e disporli in un tegame con olio abbondante e un pochino d’acqua. Quando sono a buon punto di cottura, toglierli, aprirli delicatamente con due forchette. Versare olio abbondante in una padella e un’ora prima di servirli in tavola, prenderli per il gambo e farli friggere voltandoli delicatamente perché si possa dorare anche il gambo. Quando sono arrivati a buon punto di cottura, spruzzarli di acqua il che serve a far imbiondire le foglie. Scolarli e servirli ben caldi.

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