cucina maleseNonostante una guerra imminente e tanti altri problemi (ne parliamo qui), il Mali è popolato da persone accoglienti e custodi di antiche tradizioni, una delle quali è la cucina. Questa terra martoriata è conosciuta solo per le sue tristi vicende, quando in realtà possiede un background culturale importante.

La cucina malese consiste soprattutto nel consumo di vegetali, come riso, il miglio, il mais e il porridge, serviti con una varietà di salse. Queste possono essere realizzate con arachidi, gombo, foglie di baobab o di patate dolci. La carne e le verdure vengono aggiunte successivamente, di solito sopra ad un letto di porridge, riso o couscous.

Tra le portate principali, nel Mali sono diffusi maggiormente il pesce, sia fresco che affumicato, e le carni di manzo, agnello e pollo. Tra i vegetali, invece, si consumano molti pomodori, cipolle, melanzane, platani e patate dolci. In Mali sono diffusi anche i piatti facenti parte della tradizione culinaria dell’Africa Occidentale, come il poulet yassa e il foutou. La frutta è quella tipica tropicale, con limoni, banane, mango e cocomeri.

Sempre da tradizione malese, sono le donne a preparare tutti i piatti in cucina e il cibo viene mangiato con la mano destra; farlo con la sinistra è considerato molto scortese. Alla fine di ogni pasto, di solito, si sorseggia del tè dolce e molto forte, per stemperare i sapori della cucina. Il rito del tè è molto importante in Mali, e viene servito metaforicamente in tre momenti: quello della vita, quello dell’amore e quello della morte.

Tra i piatti più importanti della cucina maliana, troviamo: il Poulet Yassa (pollo con cipolle), l’insalata di pomodoro e cetrioli, il Fakoye (agnello in salsa di erbe), il Naboulou (carne avvolta nelle foglie di baobab e immersa nella salsa di arachidi), il Tcheké (pesce con platani), il pesce affumicato in salsa di arachidi, il Foutou banane, purè di platani e il Riz au gras (riso misto a grasso e verdure).