elisoccorso italiano in himalayaUn team tutto italiano, elicottero compreso, ha compiuto un intervento di soccorso da record, unico nella storia dell’alpinismo. Simone Moro, Maurizio Folini (il pilota) e Armin Senoner, sono infatti riusciti a portare una barella oltre i 7.000 metri di altezza, compiendo così l’intervento in long line più alto al mondo.

Inoltre l’elicottero ha realizzato l’avviamento alla maggiore altitudine, cioè a 5.300 metri, dal campo base dell’Everest, dopo aver trascorso lì la notte in seguito a un precedente intervento serale.

La data da ricordare, per l’elisoccorso mondiale, è quindi il 19 maggio 2013, mentre il luogo sono le pendici nepalesi del Lhotse: un alpinista taiwanese, bloccato a campo 4 (a circa 8.000 metri di altezza) e con sintomi di congelamento, aveva lanciato il suo Sos 4 giorni prima, ma i soccorsi non erano riusciti a raggiungerlo, a causa del maltempo. Il primo tentativo d’intervento da parte del team italiano è stato di una difficoltà estrema, perché a quelle altitudini e con il vento in quota sono necessarie straordinarie qualità che fortunatamente Maurizio Folini possiede per governare un elicottero in condizioni decisamente avverse. L’elicottero avrebbe dovuto far ritorno a Lukla, quando invece è stato costretto a fermarsi al campo base, da dove poi la mattina seguente il team italiano è riuscito nella doppia impresa di praticare un avviamento oltre i 5.000 metri e di operare un tentativo di salvataggio con barella a quasi 8.000.

Tanta gioia però è stata spenta dalla morte dell’alpinista taiwanese, deceduto appena dopo il recupero. Al tempo stesso, però, è innegabile sentirsi orgogliosi per l’ennesima volta del nostro tricolore e rendersi conto che si apre un nuovo scenario per quanto riguarda il soccorso alpino di alta quota, sempre che si posseggano le capacità di Maurizio Folini.