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Diario di viaggio

16 Settembre 07 - Sainshand- Zamin Uud km 17530

Oggi il giornalista del giornale francese Le Figaro ci lascia è entusiasta ha vissuto due giorni di vera avventura il suo articolo speriamo renda merito a noi tutti a all’idea nata presso il Museo dell’Auto di Torino Carlo Biscaretti di Cuffia. Siamo appena partiti e la prima difficoltà arriva proprio sulla Itala. Si romper una balestra. Rocco la ripara ma è una soluzione provvisoria. La moto Ducati ormai è nelle possenti mani di Paolo che la fa volare davanti al gruppo. La pista non migliora anzi peggiora vistosamente. Si rompe un’altra balestra. Oggi è giornata sfortunata. Arriviamo in un piccolo villaggio con un grande centro di polizia. Da qui tutto dovrebbe migliorare: e invece…il massimo del pericolo è dietro l’angolo e ci assale violentemente al sopraggiungere della notte. La pista è un percorso che neanche il Super Trial affronterebbe. Le piogge degli scorsi giorni hanno creato profonde fenditure dove i camion locali passando creano gobbe e fratture insuperabili. Poi arriva il peggio. Filippo, il più giovane del gruppo, con il Massif è il primo a fare strada a Paolo con la Ducati. Nell’oscurità indovinano la strada giusta e pur con molti problemi arrivano al campo con più di due ore d’anticipo sul gruppo che sbagliando strada arriva alle due di notte al campo tendato. Amen…

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15 Settembre 07 - Dornogobi – Sainshand km 17530 d.m.n.

Sono sempre nel grande Trakker impossibilitata a muovermi. Domani arriveremo alla cittadina di confine e sarà possibile rimettermi sulla strada. Vi racconto quello che ho sentito dire e ve lo confermo perché i salti che mi spingono verso l’alto lo indicano chiaramente. Se non fossi stata legata al cassone sarei andata distrutta. La pista oltre che piena di sassi e buche è molto polverosa. Paolo sulla moto Ducati fa miracoli Cesare dà alcuni consigli utili come fosse questa una Dakar. Paolo si trasforma, acquista sicurezza e letteralmente vola sulle difficoltà. La Itala regge ma la stanchezza emerge nella sua centenaria struttura alla pari degli autisti che hanno ora il miraggio di incontrare la strada asfaltata. Ma purtroppo non è una certezza ma una supposizione. Lunga troppo lunga la tappa. Arriva la notte e persi nel buio arriviamo all’accampamento. Cenare tutte le sera a mezzanotte non facilita l’umore della gente che viaggia. Stiamo percorrendo una pista parallela anche se lontana al confine cinese. La storia è sempre la stessa. Salti, polvere, paure, impantanamenti e tutte le difficoltà del viaggiare in fuori strada accentuate dalla notte che ogni giorno ci assale inesorabilmente a metà percorso. Domani è un altro giorno e si annuncia più facile. Speriamo.

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14 Settembre 07 - Yolin Am- Mandakh Dornogobi km 17530 d.m.n.

La giornata si presenta uguale a tutte le altre. Rocco e Luciano sono subito al lavoro sulla Itala. Parecchi partecipanti partono con i Massif per visitare il luogo del ritrovamento dei dinosauri. La nostra partenza con i mezzi rimasti avviene dopo la messa a punto della Iala. Viaggio spedita e senza intoppi:la pista è abbastanza scorrevole. Qualche cosa non và . Per la terza volta si spacca uno dei pneumatici anteriori che essendo le mie uniche scarpe obbligano ad una sosta per il cambio. Poi il viaggio procede ma c’è un altro guaio questo veramente serio. Un sasso nascosto sotto un normale ciuffo d’erba mi ferisce seriamente. L’olio incomincia ad uscire dalla coppa. Fortuna che il villaggio è vicino. E nel piazzale di una distributore di benzina non c’è altro da fare che caricarmi sul grande Trakker Iveco. Peccato mi ero divertita fino a questo momento. Dobbiamo viaggiare così fino alla città di confine con la Cina. Inoltre la mancanza di altre ruote di scorta impediscono di procedere in sicurezza. Vi riferisco quanto sento dagli altri. La traversata di una zona paludosa impegna all’inverosimile tutta la carovana. Poi scende la sera e la difficoltà maggiore è rappresentata da procedere della moto che nell’oscurità e su un percorso tanto difficile fa miracoli di equilibrio. Itala è il miracolo viaggiante. Per fortuna ci sono Rocco e Luciano però è stata determinante la presenza dei mezzi Iveco e di tutte le persone della spedizione: in prima fila Gianni che si prodiga per ogni problema. Arriviamo finalmente in piena notte all’accampamento. È differente da tutti gli altri e fatto da normali tende da campeggio con una cucina “volante” molto buona. Gli spiedini sono insuperabili per gusto tenerezza della carne e aromi. La serata ha un riepilogo sotto le stelle. Dopo cena escono bottiglie di “grappa” a volontà e tutto il gruppo si trasforma in una allegra e chiassosa brigata che per nulla affaticata dalla guida, dal viaggio, e dalle difficoltà continua a brindare.

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13 Settembre 07 - Yoliin Am km 17320

La festa che ci riserva la comunità mongola della zona è la riproduzione della loro festa nazionale del mese di luglio. Tutta basata sul concetto di forza, abilità, intuito e allenamento, 18 ragazzini si affrontano in un incontro di lotta mongola. Anche chi non ama vedere due persone mettersi le mani addosso per primeggiare l’uno sull’altro, deve apprezzare questa arte atavica che risale alle gare che Gengis Khan faceva fare i suoi sudditi. È veramente un’arte e una bellezza vedere due ragazzini studiarsi affrontarsi farsi lo sgambetto, cinturare l’avversario fino a farlo cadere a terra. Tutto inizia con la benedizione di due monaci che rappresentano le due fazioni opposte:ogni lottatore a dorso nudo e mutandine cavallerescamente stringe la mano all’avversario, il monaco toglie dal capo il tipico cappellino rigido e tondo di lana con un picciolo al centro, e l’incontro ha inizio. Poi uno cade e il gioco finisce con una stretta di mano e un abbraccio. La loro giovane età fa pensare ad una riserva di atleti inimmaginabile per il futuro. La festa continua con una insolita, per noi, e solita , per loro, corsa di cavallo. Sempre i ragazzini, che per i mongoli sono la più grande ricchezza si affrontano su un percorso di 15 km!!! Ognuno dei 18 partecipanti, tra cui una bambina di 4 anni, monta un cavallo che gli viene prestato o dal padre o da amici. Le scommesse sono alte anche 30 volte la posta. Si discute..è come al palio di Siena. Ognuno crede seriamente nel proprio animale e nel proprio fantino. Poi la gara ha inizio e al traguardo passano per primo e secondo due dei lottatori. Quarta la ragazzina di 4 anni. Primi per tutti offerti da Beppe e dal gruppo Itala e…un televisore a colori 24’ per il primo e 24’ bianco e nero per il secondo!! Uno spettacolo delizioso che ci ha portati indietro nel tempo. La cena e il meritato riposo chiudono la due giorni di percorso ininterrotto.

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12 Settembre 07 - Baga Gazriin Chuluu – Yoliin Am km 17320

La partenza è assai complessa. Sento dire che forse la Itala viene caricata sul Trakker per ora vado avanti con calma e determinazione. Anche se sono la più piccola e non ho le 4 ruote motrici me la cavo benissimo. Passo per la strada percorsa questa notte. Un calvario. Rocce che sento toccare il fondo della mia carrozzeria, rocce instabili che mi fanno scivolare. Che spettacolo meraviglioso!!! Sembra di essere su un altro pianeta. Prendiamo direzione sud e subito ci fermiamo. Alcune rocce piatte e alte segnalano tombe preistoriche. Foto e via. Come ieri e forse anche più difficile. Sterrato stretto e insidioso. Finalmente arriviamo al capoluogo della regione dal nome in trascrivibile. Rifornimento di carburante per tutti i mezzi. Decidiamo di mettere Itala sul camion perché oggi facciamo due tappe e sono difficilissime. Meglio avvantaggiarsi con la velocità che Itala non può permettersi. La considerazione principale è che Itala sta percorrendo 1600km fuori dal percorso storico di 100 anni fa. Questa deviazione è necessaria perché alcuni luoghi televisivamente belli sono su questo percorso. Tra due giorni siamo nuovamente sul percorso di Scipione Borghese. Partiamo sulla pista che dovrebbe essere più spedita e consentirci un recupero di tempo. Itala riposa sul Trakker. Andiamo veloci per non soffrire sulla pista ondulata che rende impossibile il procedere. Io vado meno forte degli altri, mi distanziano ma la strada è ben segnata. Cammelli…che puzza!!! Improvvisa la seconda foratura. Questo ci preoccupa parecchio. È sera e dobbiamo viaggiare di notte. Tutti ripartono. Io mi attardo per rimettere in ordine i bagagli. La pista si snoda diritta e larga. Ma il suo fondo è paurosamente pericoloso. Passano i km e non vedo la carovana. Per radio c’è il contatto ma le luci degli altri camion non ci sono. Ritorno indietro sulla medesima pista. Tre altri mezzi stanno cercandoci tenendosi collegati via radio. L’orologio viaggia ineffabile e macina minuti e ore. Verso mezzanotte un contatto delle tre macchine partite per cercarci mi fa pensare che mi hanno localizzata. Così è. Un mezzo prosegue solo lasciando nella notte buia gli altri due mezzi a presidiare la giusta pista e finalmente mi ritrovo a viaggiare in carovana. Ma dov’è stato l’errore?
Ebbene si noi eravamo sulla pista giusta gli altri mezzi con le guide hanno preso una pista laterale a destra che fa accorciare di parecchi km la strada. Pensando che io fossi in coda hanno proseguito per 30 km a destra. Impossibile di notte capire l’errore. La pista continua in un saliscendi pauroso. Il fondo è pessimo. Mi fanno paura le buche che possono presentare un pericolo per la coppa dell’olio. Viaggiamo con andatura ottima, ma con lo spavento dentro di noi. Rocco che ha la Itala nel cassone del Trakker si presta alternarsi con Maghi alla guida, anche perché il niente capitato fa presumere che un orecchio attento come il suo scopra se qualche rumore rivela guasti. Albeggia. Almeno due km si interpongono tra i primi della colonna e gli ultimi. La moto Ducati fa miracoli. Paolo entra e esce dalle buche con difficoltà. Io e i due Massif arriviamo in prossimità di un grosso centro abitato da dove in 70 km di pista buona si può arrivare al campeggio come previsto. La notte l’abbiamo trascorsa viaggiando e abbiamo deciso di raggiungere l’accampamento di questa sera con una deviazione che però ci facilita perché oggi c’è la grande festa in nostro onore. Altrimenti tutto sarebbe da annullare. Qui dove siamo con le mie scarpe su terreno solido posso aspettare. Certo Rocco ha fatto acrobazie per farmi attraversare la palude fangosa che abbiamo attraversato. Il temporale di ieri sera ha aggravato la situazione. La moto Ducati è in grave difficoltà. Sprofonda nel fango e solo grazie all’assistenza dei mezzi Iveco viene tirata fuori dal pantano.

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