colpo di stato in mali cacciato TourèLa notizia del colpo di stato in Mali diventa una certezza, dopo che alcuni voci di smentita avevano fatto trapelare la possibilità che le guardie presidenziali di Amadou Toumani Tourè fossero riuscirte a opporre resistenza. La situazione è ora piuttosto caotica, con l’aeroporto bloccato, militari per strada, funzionari in detenzione. Intanto, però, il presidente sembra non essere nelle mani dei golpisti, ma al sicuro nell’ambasciata americana di Bamako.

Quindi, di fatto, a parte le forze militari dispiegate, la situazione non cambia di molto, visto che la credibilità del nuovo fronte di liberazione per la svolta democratica è molto basso al momento, almeno agli occhi della comunità internazionale. Il Mali è un Paese molto delicato sotto il profilo della stabilità, a causa di una sua debolezza intrinseca che ha portato con il tempo a trasformare un luogo stupendo in un covo per terroristi, rapitori e ostaggi, oltre che un transito molto popolare per i traffici illeciti.

Intanto, dall’Europa, così come dal resto del mondo occidentale, la notizia della deposizione di Tourè è stata accolta con soddisfazione, ufficialmente, con messaggi di speranza per un ritorno alla legalità e per l’instaurazione di un regime democratico. La strada è lunga e tortuosa per i motivi sopra elencati: ripetiamolo, il Mali è diventato un ‘luogo di passaggio’, e di sosta, molto utile per lo svolgimento di numerosi traffici internazionali, e la sua stabilità sarebbe per molti una spina nel fianco.

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