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Overland 18 - Le strade dell'Islam

- Puntata 8 -
Mercoledì 23 agosto 2017 – ore 23:45 RAI1
Overland 18 - Iran

Dune e distese di sabbia a perdita d'occhio: il deserto di Dasht-e Kavir è il giusto luogo per far divertire un po' i nostri mezzi e sperimentare l'abilità dei guidatori di Overland. L'accampamento notturno è illuminato dal falò e dal meraviglioso cielo stellato. Al risveglio perlustriamo la zona salmastra a piedi e ripartiamo a bordo dei nostri veicoli per un ultimo tratto di off-road. Nella città di Yazd incontriamo l'antica religione Zoroastriana e la vecchia città dove le Torri del vento rinfrescano ancora oggi le case e le cisterne d'acqua che per centinaia di chilometri scorre nei Kanat, i canali sotterranei che dai monti raggiungono le città persiane. Poi l'incontro con il passato, tra Pasargade e Persepoli: le tombe di Ciro il Grande e dei suoi discendenti, celebrano la dinastia degli Achemenidi che ha reso grande l'Impero Persiano. Shiraz, la città delle rose ai piedi dei Monti Zagros: culla della cultura persiana è nota per la poesia, i suoi meravigliosi giardini e il vino. Il Bazar qui esiste da quasi 3 secoli e dimostra la volontà che avevano i suoi governanti nel fare di Shiraz uno dei più importanti centri commerciali della nazione.

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La città di Esfahan, detta anticamente "La metà del mondo ", si presenta come città di cultura e di bellezza che culminano nella piazza principale: Naqsh-e Jahan, la più bella di tutto l’Iran a detta di molti, e una delle più grandi al mondo. Un immenso giardino, pulito e ordinato, con una scenografica fontana al centro, è circondato da navate colme di negozietti, e da meravigliosi edifici di epoca safavide: due moschee, il Palazzo dello Scià e l’antico Bazar. Ormai siamo abituati alla distesa di spezie di ogni tipo, tappeti, sete finemente ricamate e vari oggetti di artigianato, mentre ciò che ci stupisce questa volta sono i giovani artigiani: oltre ad essere incantati dalla maestria con cui lavorano rame, legno, ferro con le famose miniature, e creano gioielli e oggetti di rara bellezza, siamo piacevolmente sorpresi dal fatto che gli artisti siano soprattutto ragazzi, che imparando i segreti dal proprio maestro portano avanti tradizioni secolari.

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Proseguiamo la visita tra la Moschea del Venerdì, un Mausoleo e le torri pendenti di Herat. Abbiamo tempo anche per scoprire l'arte delle piastrelle in ceramica e della musica, quest'ultima censurata durante il regime talebano e oggi ancora poco diffusa.
Ecco la notizia tanto agognata: i nostri veicoli sono arrivati e possiamo proseguire il viaggio verso l'Iran. Dalla base militare Italiana a Herat che ci ha ospitato in questi giorni di attesa, si alzano in volo due elicotteri Mangusta, e ci segue una scorta militare afghana di terra per proteggere il nostro transito durante l’insidioso percorso fino al confine.
Superata la dogana Iraniana, la nostra Stefania può tornare a guidare il suo veicolo: anche l'Iran è un Paese musulmano ma non vieta alle donne la guida. La spedizione si ritrova a Mashhad, città sacra per eccellenza, con una moschea che può contenere 500.000 persone e una serie di strutture religiose e di accoglienza. La più estesa nel Mondo.
Un'oasi alle porte del deserto di Dash-e Kavir ci accoglie tra gustose frittelle, caratteristiche bambole e un allevamento di dromedari, in attesa di un avvincente off-road tra le dune sabbiose.