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Terrorismo: in Bulgaria torna la paura

attentato a burgas 18 luglio L’attentato del 18 luglio a Burgas, in Bulgaria, ha provocato la morte di otto persone e il ferimento di oltre trenta. Al momento c’è molta confusione sui fatti, che cerchiamo di ricapitolare. Si è parlato subito di un attentato kamikaze contro dei turisti israeliani appena saliti su un pullman diretto verso la Costa D’Oro, area molto popolare per le vacanze estive, a ridosso del Mar Nero. Gli otto morti sono sei israeliani, un bulgaro e lo stesso attentatore, come ha dichiarato il Ministro dell’Interno Tsvetan Tsvetanov.

Intanto il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, non ha perso tempo a sparare a zero sull’Iran, ritenendolo colpevole della strage prima che arrivasse alcuna rivendicazione, giunta solo oggi tramite un comunicato dall'agenzia bulgara Blitz: il gruppo denominato 'La Base di Jihad', una formazione integralista islamica sconosciuta, ha progettato l'attacco agli israeliani per l'inizio del Ramadan, il mese santo per i musulmani.

Un altro particolare da comprendere riguarda la definizione dell’attentatore (un uomo bianco con capelli biondi, sui 35 anni, dunque non proprio l’identikit di un iraniano, che poi si è rivelato uno svedese di origini nordafricane, di nome Medhi Ghezali), ripreso dalle telecamere nella sala d'attesa dell'aereoporto, e del suo presunto complice, che avrebbe fatto scattare a distanza l'ordigno contenuto nello zaino del kamikaze avvicinatosi al pullman fermo al parcheggio.

La maggior parte delle vittime dell’attentato sono giovani in vacanza, totalmente ignari del destino che li attendeva; questo deve far riflettere tutti, ma soprattutto chi deve darsi davvero da fare per porre fine a questo atroce gioco al massacro.