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Diario di viaggio

Martedì 16 Agosto - 93° tappa - Zhouzhou - Pechino

Km: 78; media oraria: 21 km/h
Dislivello in salita: 280 m
Tempo di percorrenza: ore 6

Meno uno. Durante la notte violenti temporali hanno imperversato con tuoni e fulmini su tutta la regione di Pechino. Sono le piogge di stagione, fino ad ora evitate, che ci danno il benvenuto nella capitale con un brusco abbassamento di almeno 15 gradi della temperatura. Dalle docce di acqua fredda alle mantelline e alle giacche a vento. Questa è la Cina! Iniziamo a percorrere l’ultima tappa sotto un cielo plumbleo e sferzati da un vento freddo che non promette nulla di buono. E’ solo la tanto attesa passerella finale, ma è proprio il momento di non distrarsi e di prestare invece la massima attenzione per evitare qualche banale incidente, perchè man mano che ci avviciniamo a Pechino il traffico disordinato e caotico aumenta di intensità. Alle porte della città ci dividiamo dai nosri pulmini. Noi proseguiremo lungo le piste ciclabili. Loro si posizioneranno per documentare il nostro arrivo. Cadono le prime gocce, poi si scatena l’uragano. L’arrivo davanti alla porta Tien An Men si svolge sotto un vero e proprio nubifragio con amici, parenti e sindaci che si stringono tutti fradici attorno a noi, tra mantelline, ombrelli, bandiere italiane, striscioni. Qualcuno forse piange per la commozione ma la pioggia nasconde ogni testimonianza. E così la cerimonia di benvenuto si svolge al riparo dell’ampio sottopassaggio che dalla piazza conduce alla porta fra la curiosità dei cinesi che vi avevano cercato riparo. Fotografie, abbracci, e l’inno italiano a lungo provato nelle sere precedenti. Poi tutti in albergo per l’attesa doccia calda. Nel tardo pomeriggio il primo impegno ufficiale: la messa nella cattedrale cattolica dell’Immacolata Concezione di Xuanwumen (la chiesa sud della porta di Xuan). Si tratta della Chiesa Cattolica Patriottica che non riconosce il Vaticano ma, ovviamente, solo il Partito Comunista Cinese da cui dipende. Il rito della messa, in inglese, è però lo stesso ed costituisce l’occasione per consegnare, in una sorta di gemellaggio, i quadri della Madonna del Ghisallo portati appositamente dall’Italia. Il giorno seguente l’importante conferenza stampa organizzata da Beppe Tenti in una splendida sala della Casa del Popolo alla presenza della stampa nazionale (RAI 1) e cinese. Discorsi dei fratelli Gianni e Alberto Pozzi, ideatori della ciclo-maratona, di Giancarlo Corbellini, tour leader, del primo segretario dell’ambasciata italiana dott. Gianfranco Petruzzella, della sinologa dott. Paola Paderni, dei sindaci di Arosio, Inverigo e di Lurago d’Erba appositamente venuti dall’Italia. Poi tante fotografie ricordo, autografi e l’inno d’Italia cantato questa volta nella sede più ufficiale.

Nel complesso abbiamo percorso quasi 14.000 chilometri in 93 tappe della lunghezza media di circa 150 chilometri l’una, con un dislivello totale in salita di 84.000 metri, quasi dieci volte l’altezza del Chomolugma, la vetta più alta del mondo e della Cina. Grazie alle biciclette da corsa, alla preparazione, all’allenamento e alla presenza dei mezzi di supporto, la velocità media giornaliera è stata molto alta: 28 km/h.

I protagonisti non sono stati atleti, ma amatori, a dimostrazione che anche persone di età matura (tranne Daniela Travella di 37 anni, tutti gli altri partecipanti superavano i 50 anni e quattro di loro i 60), se in buona salute, ben allenate e supportate da una adeguata organizzazione logistica, sono in grado di compiere imprese di alta valenza sportiva.

Una strada è stata aperta. Speriamo che, facendo tesoro della nostra esperienza, altri ciclisti, in vista delle olimpiadi del 2008 verso le quali la Cina è proiettata, ci seguano per riannodare i legami anche sportivi fra Italia e Cina facendo rivivere la leggenda della Via della Seta e dell’avventura di Marco Polo.

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Lunedì 15 Agosto - 92° tappa - Dingzhou – Zhouzhou

Km:186; media oraria: 31,3 km/h
Dislivello in salita:200 m
Tempo di percorrenza:ore 6

Meno due. Da Dingzhou fino a Pechino la G107 èun biliardo a due carreggiate divise da uno spartitraffico di aiuole curate come giardini da decine di operai e delimitato da due filari ininterrotti di salici. Una galleria di verde che rientra nei preparativi per le olimpiadi del 2008 alle quuali sembra che tutta la Cina si prepari. Non vale la pena sfidare come di consueto la sorte in autostrada. La tappa si dipana quindi veloce nella nebbia ristagnante con tre sostein corrispondenza di altrettanti “baracchini” dove poter soddisfare la nostra sete con bevande ghiacciate. L’afa e l’umidità rimangono infatti sempre i grandi nemici con cui fare i conti in questi ultime tappe. Nel pomeriggio alcuni di noi effettuano una puntata a Pechino, distante ormai solo una sessantina di chilometri, per studiare il nostro arrivo in piazza Tien An Men e la possibilità di effettuare riprese. Ritorneranno solo dopo mezzanotte angosciati per il traffico che per ore li ha bloccati nel centro della capitale. L’appuntamento con i parenti che ci aspettano per accoglierci è per le 12. Vista la situazione, è meglio però partire con largo anticipo. Del resto pochi dormiranno questa notte. Il sogno lungo 14.000 chilometri sta per avverarsi.. per poi svanire nei ricordi.

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Domenica 14 Agosto - 91° tappa - Xingtai - Dingzhou

Km:; media oraria:km/h
Dislivello in salita:m 700
Tempo di percorrenza: ore 6,5

Meno tre.Il conto alla rovescia si fa giorno dopo giorno più serrato. Fino ad una settimana fa le variabili che determinavano le difficoltà di una tappa erano la lunghezza e il dislivello in salita. Da quando pedaliamo in pianura, invece, il fattore che più incide sul tempo finale è l’attraversamento delle grandi città per le soste ai semafori e per il traffico infernale che richiede semprela massima prontezza di riflessi. Oggi dovremmo incontrare addirittura il capoluogo della provincia dell’Hubei, Shijiazhang, una metropoli di circa otto milioni di abitanti. E questo in una tappa di per se stessa impegnativa per la lunghezza: quasi duecento chilometri. Il piano di battaglia di spessore napoleonico viene studiato al dettaglio su di una carta stradale cinese. Impensabile cercare di entrare in autostrada a Dingzhou dove sarebbero alte le probabilità di trovare la polizia. Il casello dista inoltre 20 chilometri dalla città e in caso di insuccesso dovremmo ritornare indietro per la stessa strada aumentando di 40 chilometri il computo finale. L’idea, allora, è di proseguire per circa una trentina di chilometri sulla G 107 e tentare l’assalto al casello della cittadina di Gaoyi distante solo un paio di chilometri dalla nazionale. In caso positivo, avremmo potuto seguire l’autostrada fino oltre l’uscita nord di Shijanzhang per poi rientrare nella nazionale. Per paura del caldo e del chilometraggio partiamo addirittura alle 5,30, praticamente al buio, ed effettuiamo il primo settore della tappa su di una strada quasi deserta. A Gaoyi deviamo a destra e, come al solito, passiamo dal casello in volata contando sulla sorpresa. Lasciamo ai pulmini al seguito il compito di spiegare la situazione e di convincere il sempre riottoso casellante che ci avrebbero inseguiti per farci uscire al primo svincolo. Il piano ha successo e di casello in casello raggiungiamo Shijazhang che “baypassiamo” senza problemi a est. Il clima, del resto, è favorevole. Una fitta e umida nebbia avvolge l’autostrada e la campagna circostante nascondendo il sole e creando un effetto da “autunno in Val Padana”. Il paesaggio è triste e uggioso, ma la temperatura sopportabile a parte la fortissima umidità che impregna le ossa. Al casello prima di quello della nostra meta, usciamo dall’autostrada (questa volta volontariamente) e riprendiamo la nazionale per

poter trovare un “baracchino” di bibite gelate da accompagnare al pane e Nutella. Alle 12,30 siamo già in hotel, appena in tempo per scampare al sole che riesce a forare la nebbia e a farci grondare di sudore.

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Sabato 13 Agosto - 90° tappa - Anyang - Xingtai

Km:155;
media oraria: 27,5 km/h
Dislivello in salita:m 188
Tempo di percorrenza: ore 5,30

Ancora un timido tentativo di entrare in autostrada. Ma questa volta il casello è presidiato dalla forze dell’ordine ed è giocoforza fare dietro front e cercare l’imbocco della G 107. Cercare è il verbo giusto, perché l’autista del nostro pulman cinese –chiamato ironicamente Schumacher per la sua cronica deficienza in fatto di orientamento –nonostante, o forse proprio a causa delle indicazioni dei passanti, sbaglia continuamente direzione. Quando ci immettiamo sulla G 107 sono passate due ore dalla partenza e abbiamo percorso quasi 30 chilometri per trovarci solo all’altezza del casello nord della città. Sono le sette e l’afa comincia già a farsi sentire. Pochi chilometri più avanti superiamo su di un lungo ponte il fiume che segna il confine fra la provincia dell’Henan e quella dell’Hubei, l’ultima che dovremo attraversare prima di entrare nella municipalità di Pechino. Il resto della tappa è solo una “ful immersion” nella vita di strada cinese. Sembra che tutta la popolazione graviti sulla G 104 che collega una ormai ininterrotta catena di piccoli centri e grandi città. Traffico caotico, biciclette, carretti che si ineriscono sulla strada all’improvviso e in ogni direzione puntando sui ciclisti, bancarelle davanti alle quali si tengono improvvisati bazar. Ogni tanto un ingorgo per un tamponamento o un investimento. Un crocchio di persone. Poi la vita torna a scorrere come un fiume inarrestabile. Un paio di soste alle stazioni di servizio per rinfrescarci con la canna dell’acqua e alla fine giungiamo al tanto sospirato hotel. Sono le 12,30. Troppo tardi e troppo caldo per la pastasciutta programmata.

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Venerdì 12 Agosto - 89° tappa - Zhengzhou – Anyang

Km: 180;
media oraria: 31,2 km/h
Dislivello in salita: 375 m
Tempo di percorrenza: ore 5,45

Da quando siamo in Cina la nostra direzione è sempre stata l’est. Abbiamo effettuato, è vero, qualche puntata verso nord e sud, ma alla mattina era sempre il sole nascente ad indicarci la strada da percorrere. A Zhengzhou il momento è “catartico”. Abbandoniamo infatti la G 210 che prosegue verso il Mar Giallo e ci inseriamo sulla G 107, la statale che taglia da sud a nord tutta la Cina. La nostra direzione è ovviamente il nord, quella di Pechino che dista da qui ora “solo” 600 piqneggianti chilometri. La G 107 è una superstrada a due carreggiate sempre intasate da file ininterrotte di camion, camioncini, trattori carichi all’inverosimile di fieno in continuo sorpasso. Un percorso ad ostacoli adatto più ad uno slalomista che ad un ciclista. Così, dopo aver superato il Fiume Giallo su di un ponte lungo cinque chilometri e aver raggiunto la città di Xingxiang, decidiamo di ritentare l’avventura dell’autostrada che scorre parallela. E la promessa di qualche giorno fa? Valeva ovviamente solo per lo Shaanxi, ma ora siamo nell’Henan….. E così, come al solito, passiamo in volata al casello cogliendo tutti di sorpresa. Tutto sembra procedere bene e inanelliamo chilometri dopo chilometri sostando solo per rinfrescarci in un paio di stazioni di servizio. Pedalare sulla corsia di emergenza di una autostrada non è certo il massimo. Il nostro obiettivo principale è però ora quello di tenere la media il più possibile alta per sfuggire alla morsa dell’afa apprimente e raggiungere in fretta il nostro hotel con l’aria condizionata. Ma ecco che all’uscita prima della nostra le sirene ci annunciano l’arrivo di una macchina della polizia. Scene già vissute: obbligo di fermarsi, grandi sorrisi, fotografie e poi la scorta verso la vicina G 107 e l’albergo. Questa volta nessuna promessa. Ma dove arriveranno le multe?

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