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Diario 5 - La fame del viaggiatore, tra Nutella e Tajine

Overland20 day5

Foto di ©Francesco Sangalli - overland.org 

La sveglia suona alle 4.45 ma, a causa di qualche piccolo "simpatico" problema di natura pratica nel chiudere le tende (a cui hanno assistito molto divertite un gruppo di signore locali), riusciamo a partire soltanto un’ora dopo. L’idea è di cercare di fare almeno 1000km per arrivare ai confini del Sahara Occidentale, Stato non ancora riconosciuto dalle Nazioni Unite che chiede l’indipendenza dall’attuale occupazione da parte del Marocco.

Mentre viaggiamo verso ovest in direzione Casablanca e Rabat, capitale marocchina, vediamo negli specchietti il sole sorgere alle nostre spalle: una meraviglia.

 

 

A metà mattinata facciamo una breve sosta per rifornire di ad-blu il nostro camion, e già che ci siamo ne approfittiamo per mangiare uno spuntino: con un pacco di biscotti e un barattolo di Nutella che Roberto ha magicamente tirato fuori dalla sua valigia ci sembra di partecipare a un banchetto da re! Grazie mille Roberto, dopo questo regalo ti vogliamo ancora più bene di quanto già non te ne volessimo! Nonostante questo però, a pranzo veniamo assaliti dalla fame che tutti i viaggiatori conoscono bene, quella che viene quando ci sono da provare dei cibi tipici locali. È così dunque che prendiamo delle tajine, particolari vasi in terracotta che permettono una cottura simile a quella al vapore, rendendo molto morbido e saporito il cibo in essa contenuto, nel nostro caso: carne di manzo, agnello e pollo.

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Passate velocemente Casablanca, Rabat e Marrakech ci dirigiamo verso Agadir, dove veniamo più volte fermati dai frequentissimi posti di blocco della polizia marocchina (senza mai però riscontrare alcun problema nella nostra documentazione, ovviamente): a quanto pare i nostri veicoli arancioni attirano sempre molta curiosità nella gente del posto, polizia compresa! Superata anche Agadir cominciamo ad arrampicarci sull’Atlante, la catena montuosa che attraversa il Marocco: le montagne sono ricoperte di terra rossa, dalla quale spuntano abbastanza sparuti dei cespugli verdi, con i due colori che si abbinano perfettamente tra loro.

I chilometri passano veloci, l’ora si fa tarda. Abbiamo però fortunatamente l’opportunità di assistere a un tramonto semplicemente meraviglioso, che rende prima le montagne, già rosse di loro, fiammeggianti di mille tonalità diverse, per poi far assumere al cielo un’infinità ci colori che partono dal giallo dorato all’arancione ed infine al blu violetto: è un peccato aver potuto godere di questo spettacolo solo dai nostri veicoli senza poterci fermare, ma la strada è ancora lunga e nuove terre ci aspettano. La destinazione dista ancora infatti qualche decina di chilometri, e quando finalmente la raggiungiamo (un albergo lungo la strada) non possiamo che essere felici di aver portato a termine quella che, per ora, è stata la tappa più lunga di questo viaggio.

 

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