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Diario 4 - Un lungo benvenuto alla carovana in Marocco

Overland20 day4

Foto di ©Francesco Sangalli - overland.org 

La giornata inizia presto con lo sbarco a Melilla, un’enclave spagnola in Marocco, famosa per il suo muro che spesso molti migranti cercano di attraversare per venire in Europa. Dopo una breve colazione, ci muoviamo verso la dogana per passare il confine: vi arriviamo intorno alle 8.50 del mattino, convinti che, in poche ore, saremo di nuovo in marcia. Ma ci siamo sbagliati... molto.

Le ore passano e noi rimaniamo fermi, aspettando che qualcuno arrivi a controllare il camion. L’attesa è davvero lunga, così ognuno cerca di ingannarla a modo proprio: chi legge, chi guarda le foto delle vacanze e chi approfitta di questa sosta forzata per schiacciare un pisolino. All’ora di pranzo ancora non si hanno notizie, così ci mettiamo a parlare con alcuni locali che vivono di piccoli servizi offerti a chi, come noi, rimane bloccato al confine. Cominciamo così a conoscere meglio la cultura marocchina, imparando tra le altre cose alcune parole, come “grazie”, che si dice “chokran”: d’ora in poi saremo quindi in grado di ringraziare tutti coloro che ci faranno delle cortesie, il minimo quando si viene accolti in un nuovo Paese.

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Dopo una lunghissima attesa (quasi 10 ore), alle 18.30 possiamo finalmente ripartire, muovendoci verso Casablanca. Appena passata la dogana rimaniamo stupiti dal netto cambiamento con Melilla: le case sono incredibilmente più povere, c’è moltissima gente per strada e tutti cercano di vendere qualcosa. Un bambino sui 10 anni al massimo si avvicina al nostro veicolo cercando di venderci due scatole di fazzoletti, parlando in arabo, francese e anche qualche parola di spagnolo, pur di riuscire nel suo intento.

Superati i primi chilometri dopo la frontiera il panorama cambia nuovamente: le città (anche se non sempre terminate) cominciano ad essere più ricche e non dissimili da quelle occidentali, con l’unica differenza che qui le macchine sono molto rare, e moltissimi si spostano a piedi, in bicicletta, in motorino (sempre carichi di così tanti bagagli che ci chiediamo come sia possibile restare in equilibrio!!!) o con un semplice asino.

Imboccata l’autostrada per Casablanca percorriamo parecchi chilometri prima di arrenderci alla stanchezza e fermarci in un’area di sosta, allestire un campo e dormire in tenda. È stata una lunga giornata, resa ancor più pesante dall’estenuante attesa alla frontiera, ma con Overland si sa, l'inconveniente è dietro l'angolo. E ora è finalmente giunto il momento di riposare, anche se il viaggio non è che appena cominciato!