+39 02 87234655 | CONTATTACI | SHOP | AGENZIA VIAGGI

 

Day 57 - Incontri particolari sulle rive del Gange

IMG 20180521 WA0033

 

 

Questa mattina partiamo alle 5 per andare sul Gange per assistere a cerimonie che avvengono solo al mattino presto. Appena uscito notiamo come già prima dell'alba ci sono moltissime persone che vanno al fiume sacro.

Arrivati sulla riva ci aspetta una barca per portarci nei vari luoghi: la prima tappa che facciamo è il luogo in cui molte persone si ritrovano per fare Yoga. Filippo, Simone e Letizia si uniscono alla lezione, scoprendo che la pratica dello yoga qui viene fatta in maniera totalmente diversa: dopo numerosi esercizi di respirazione, si inizia a fare suoni prolungati (il famoso "Om") e, un "aah" con la lingua fuori (come facciamo dal dentista), per finire con una grande risata con le mani rivolte al cielo; ci spiegano che questa disciplina ha un forte potere terapeutico per corpo e spirito. 

 

 

Andiamo poi sull'altra sponda del fiume, e nell'attraversarlo, notiamo numerosi corpi che galleggiano sul fiume. Per certe persone non è possibile effettuare la cremazione: donne incinta, bambini, monaci, lebbrosi, persone decedute a causa di un morso di cobra vengono infatti gettati nel fiume con dei pesi ai piedi.

Lo scenario è davvero molto tetro e tutti rimaniamo sconvolti da ciò che vediamo. Sull'altra sponda, lontana dalla città e su cui ci sono solo pescatori  pochi altri, troviamo il luogo abitato dagli Aghori, la più estrema delle sette sadhu.

Si tratta di un ramo dell'induismo particolarmente legato alla morte, in cui i praticanti vivono nudi (coperti solo nelle parti intime da un panno) e cosparsi di cenere; i loro riti sono strettamente collegati alla morte, e anticamente (o forse segretamente ancora oggi) praticavano atti di cannibalismo.

Si basa sul concetto di toccare le parti più oscure e opposte alla purezza, in quanto credono che l'opposto sia solo frutto di una illusione e che puro e impuro corrispondano tra loro. L' Aghori che troviamo fa per noi un rito di buona salute e serenità cantando un mantra (preghiere ripetute in sequenza) mentre getta nel fuoco un insieme di cereali e riso come offerta agli dei.

È davvero suggestivo assistere a questi riti svolti da un personaggio così mistico e diverso da noi.

Torniamo poi in albergo per la colazione e per riposarci. Nel pomeriggio facciamo un ultimo giro per Varanasi, domani lasceremo questa città dalla spiritualità mistica per partire verso Calcutta.

 

  

Arrow
Arrow
Slider

 

  • /diario-di-viaggio-19/2069-day-58-verso-calcutta.html
  • /diario-di-viaggio-19/2066-day-56-varanasi-da-un-altra-prospettiva.html