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DAY 29 - Una carica di positività e notte nel deserto

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Oggi pomeriggio andremo nel deserto, dove passeremo anche la notte. Per prepararci al meglio, al mattino andiamo a comprare qualcosa per la cena e la colazione di domani mattina.

Pomodori e melanzane per un bel sughetto e tanta frutta e la spesa è fatta. Andiamo poi a visitare una scuola nel deserto, frequentata da bambini dei villaggi vicini.

Appena arrivati veniamo subito accolti da una cinquantina di bambini sorridenti e curiosissimi, che da subito ci sommergono di domande: da dove veniamo, i nostri nomi, cosa facciamo. Molti parlano con noi in Indi nonostante non capiamo nulla di quello che ci dicono.

 

Ci prendono per mano per mostrarci fieri le loro classi, semplici stanze con tappeti a terra e una lavagna. Euforici giocano con noi, ridono, corrono, fanno a gara ad aggrapparsi alle nostre mani e braccia, per avere la nostra attenzione.

Sono davvero felici di averci qui e di poter giocare con noi, e dopo poco iniziano già a chiamare i nostri nomi. Noi ci divertiamo a fare qualche gara di corsa con questi meravigliosi ragazzini, che ci cantano poi, guidati della maestra, canzoncine e filastrocche.

Purtroppo dobbiamo andare, e loro devono tornare in classe. Sarebbe bellissimo poter restare insieme a loro almeno una giornata intera, ma già questi momenti ci hanno riempito il cuore di gioia e positività. Pur provenendo da famiglie poverissime, non smettono un secondo di sorridere e la loro allegria è così contagiosa! Piange un po' il cuore salutarli, ma dobbiamo andare verso la città fantasma, una città che fu abbandonata secoli fa; la leggenda narra che un funzionario del Maharaja, recatosi qui per riscuotere le tasse, si innamorò della bellissima figlia del bramino ( il sacerdote) della città, e la chiese in sposa.

Il padre però rifiutò, in quanto il funzionario era di una casta più bassa rispetto a quella della figlia; questo scatenò l'ira del funzionario del re che minacciò di tornare il giorno dopo e uccidere tutti gli abitanti della città. Per sfuggire a questa sciagura, gli abitanti decisero di abbandonare per sempre la città lasciandovi solo il corpo, senza vita, della figlia del bramino. Un'altra versione dice invece che la città fu abbandonata in seguito a un terremoto, che distrusse gran parte delle case.

Attraversata la porta d'ingresso alla città, iniziamo a vedere, in un paesaggio desertico, ruderi di case abbandonati che creano un'atmosfera davvero spettrale.

Dopo un veloce pranzo preparato dal nostro caro Giannino, ci mettiamo in marcia verso il deserto. Facciamo però prima una tappa al cimitero dei Maharaja di Jaisalmer, le cui tombe, che sono dei piccoli templi, si trovano su una sorta di collina e formano un'unica grande struttura. Ci dobbiamo però mettere in marcia per arrivare nel deserto prima del tramonto. La già scarsa vegetazione inizia a diminuire sempre di più, lasciando spazio a una dorata distesa di dune di sabbia. Ad un certo punto la strada sterrata lascia spazio alla sabbia, che viene prontamente affrontata dai nostri piloti, anche grazie alla trazione 4 MOTION di cui sono dotati tutti e quattro i veicoli. Lasciamo il nostro caro Crafter, guidato da Silvano, ai piedi delle dune, poichè rischierebbe di insabbiarsi per l'eccessivo peso. Con gli altri mezzi proseguiamo sulle dune, non senza qualche difficoltà: Giannino, alla guida del California, rimane insabbiato. Subito Stak e Simo, alla guida dell' Amarok, si attivano per estrarre il verricello e in men che non si dica la situazione è risolta. Non possiamo resistere a divertirci un po' su queste meravigliose dune e Stak, Simo ed Ernesto si alternano alla guida dell' Amarok: prova brillantemente superata sia per i nostri piloti che per il veicolo, che si dimostra grintoso e in grado di affrontare qualsiasi situazione.
Dopo aver lasciato divertire i nostri ragazzi, ci spostiamo verso la zona dove campeggeremo questa notte, dove assistiamo ad un meraviglioso tramonto. Qui ci attendono i cammellieri, che passeranno la notte con noi; non ci facciamo scappare l'occasione di salire su questi fantastici animali con gli ultimi raggi di luce della giornata. Al calar del sole iniziamo i preparativi per la cena: questa sera faremo una sfida tra un piatto della cucina italiana, preparato da Giannino, e indiana, cucinata dai cammellieri. Pasta al sugo di pomodori e melanzane da una parte e Chapati ( il tipico pane indiano) cotto sul fuoco con una zuppetta di patate, aglio, pomodoro e ovviamente spezie, dall'altra. Impossibile dichiarare un vincitore, entrambi i piatti sono davvero buonissimi. Anche i cammellieri apprezzano la nostra pasta, sicuramente molto diversa dai loro sapori. Andiamo tutti a dormire, chi nel cassone dell' Amarok, chi nel California e chi sulle brandine a cielo aperto, per godere della meravigliosa stellata sopra di noi

  

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