+39 02 87234655 | CONTATTACI | SHOP | AGENZIA VIAGGI

 

DAY 16 - La scoperta della noce moscata

IMG 20180409 WA0008

Stamattina Roberto, Giannino, Filippo e Letizia si svegliano alle 6 nella speranza di vedere qualche animale un po' schivo abbeverarsi al lago. Purtroppo rimaniamo delusi: al lago non c'è nessuno, nemmeno gli animali che abbiamo visto ieri al tramonto. Aspettiamo un po', ma dopo mezz'oretta capiamo che non vedremo un bel niente e torniamo in hotel per la colazione. Ci incontriamo con  gli altri verso le 9.30, e partiamo per andare a vedere la tenuta di un coltivatore di spezie poco distante da qui.

Oggi c'è ancora sciopero, pertanto veniamo bloccati più volte lungo la strada per chiederci chi siamo e accertarsi che non siamo gente locale che stia lavorando. Dopo qualche domanda però veniamo lasciati passare senza grandi problemi.

Arrivati alla tenuta veniamo accolti dal proprietario e dalla sua famiglia, la moglie e quattro bimbi sorridenti e divertiti dalla nostra presenza. Inizia poi a mostrarci le varie piante coltivate nella tenuta: c'è un po’ di tutto e noi siamo molto curiosi di capire da dove vengono quelle spezie che noi troviamo già pronte in polvere nei supermercati.

La prima pianta che ci viene mostrata è la noce moscata: i frutti sembrano quasi delle albicocche molto acerbe e Joycutty, il proprietario, ci spiega che quando sono mature (circa in Agosto) si aprono da sole in due parti lasciando scoperto il nocciolo, all'interno del quale si trova la noce moscata; dopo averla staccata dal frutto viene messa ad essiccare per poi essere utilizzata nella preparazione di vari piatti. Incredibile come il nocciolo del frutto ancora acerbo sprigioni un chiaro profumo di noce moscata!

Ci viene poi mostrata la curcuma: un tubero molto simile allo zenzero che cresce in grandi quantità, senza bisogno di essere piantato; Giannino si diverte a zappare un po' la terra e ne trova subito qualcuno: all'interno è di un colore arancione molto acceso e ci viene spiegato che viene utilizzata molto per le sue proprietà antisettiche, più che per il sapore che è quasi inesistente. Continuiamo incuriositi a seguire Joycutty, che ci mostra un albero di cannella, spiegandoci che, per ottenere la famosa spezia, ne viene tagliata la corteccia e lasciata essiccare al sole e, arricciandosi, si creano i classici bastoncini di cannella. Veniamo poi accompagnati all'albero del pepe. in realtà si tratta di una pianta che si arrampica su un albero utilizzandolo come supporto. Joycutty ci spiega che da questa pianta si ottengono, in base a come vengono trattate le bacche, pepe verde, bianco e nero. Il pepe verde è quello più fresco, che viene colto e utilizzato. Quello bianco è ciò che si ottiene lasciando la bacca in ammollo nell'acqua finché si stacca la pellicina verde e rimane la parte interna, di colore bianco, che viene poi essiccata. Infine il pepe nero, quello più utilizzato e dal sapore più intenso, è semplicemente la bacca lasciata ad essiccare al sole. Ci ha davvero affascinato scoprire da dove vengono le spezie che mangiamo così spesso, e capire come vengono lavorate. Prima di salutarci Joycutty ci regala un bel sacchettone di pepe nero: non vediamo l'ora di assaggiarlo a casa, magari grattato su un bel piatto di pasta.

Salutiamo questa simpatica famiglia e torniamo al nostro albergo per pranzo. Verso le 15 abbiamo prenotato un giro in barca sul lago della riserva, per provare a scovare qualche animale che non siamo riusciti a vedere da terra. La riserva, vista dall'acqua, è ancora più affascinante: tronchi di alberi ormai morti spuntano in mezzo all'acqua, come colonne di un antico palazzo. Questo lago è stato creato grazie a una diga costruita alla fine del 1800. Navigando per la radura troviamo branchi di cervi che si abbeverano e si rinfrescano nel lago e più avanti vediamo dei magnifici bisonti che pascolano vicino all'acqua.

Vediamo anche tantissimi tipi di uccelli che sicuramente non abbiamo ancora incontrato finora, purtroppo però, di tigri neanche l'ombra. Sapevamo sarebbe stato difficile vederle, ma noi continuiamo a sperare in un colpo di fortuna. Sono quasi le 18.30 quando rientriamo in albergo; un po' di lavoro e poi tutti a cena. Meglio andare a letto presto perché domani sei di noi andranno a fare un trekking nella riserva e la partenza è fissata alle 7! Speriamo di avere più fortuna e di incrociare qualche tigre.

 

Arrow
Arrow
Slider

  • /diario-di-viaggio-19/2033-day-17-ma-la-tigre-non-e-estinta.html
  • /diario-di-viaggio-19/2022-day-15-attenzione-alle-scimmie.html