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DAY 18 - Madurai e la strana storia di Meenakshi

Madur

Questa mattina ci incontriamo per le 9 per andare al tempio indù di Meenakshi a Madurai. Questo tempio ha una pianta rettangolare, è situato al centro della città, è da esso si irradiano le strade  come un fiore di loto, simbolo della vita; ogni lato del tempio ha un’imponente colonna alta circa 50 metri, minuziosamente decorata. Meenakshi è il nome di una divinità, la cui storia è davvero particolare: Meenakshi era una bellissima ragazza con occhi meravigliosi ma con tre seni. La ragazza, disperata per questa sua condizione, venne rassicurata dalla profezia, che annunciava che il terzo seno sarebbe scomparso nel momento in cui avesse incontrato l'amore della sua vita. Così, quando incontrò Shiva, si innamorò e il terzo seno scomparve. Per questo viene considerata ancora oggi una divinità e ogni sera la statua di Shiva viene portata in questo tempio così che i due amanti possano passare la notte insieme.

 

Fuori dal tempio ci sono moltissime venditrice di coroncine di gelsomino che le donne si mettono tra i capelli, e venditrici di capelli, che vengono offerti a Shiva per chiedere la grazia. Non mancano infatti donne e bambine rasate, che hanno fatto la donazione recentemente. Questo tempio attira moltissimi fedeli ed è davvero enorme: all'interno ha una struttura che ricorda un porticato ed è tutta decorata, dalle pareti al soffitto, con statue colorate di dei; anche il pavimento viene decorato con  dei disegni fatti dalle donne quotidianamente. Purtroppo all'interno non è possibile effettuare riprese né fotografie (ritirano infatti i anche i cellulari all'ingresso), per cui possiamo mostrare solo la parte esterna, che però rende un'idea della ricchezza nelle decorazioni presente internamente. I fedeli sembrano fermarsi l'intera giornata all'interno del tempio: in molti infatti si siedono a mangiare e a riposare tra queste mura.

Verso le 13 andiamo a visitare il Memoriale di Gandhi, uno dei più importanti dell'India. All'interno ci sono molti documenti e fotografie che raccontano la storia dell'India; in particolare si concentra sull'epoca della colonizzazione inglese sofferta nel XVIII secolo e della lotta per l'indipendenza, fortemente sostenuta da Gandhi, ottenuta nel 1947. In questo memoriale è conservata anche la veste che Gandhi indossava quando fu assassinato e I suoi occhiali. Rimaniamo molto colpiti anche da una lettera, qui conservata, indirizzata a Hitler, in cui il Mahatma si rivolge al Fuhrer sostenendo che lui sia l'unica persona al mondo in grado di evitare una guerra che potrebbe mettere l'umanità in ginocchio. È davvero toccante leggere le dichiarazioni di questo grande personaggio della storia Indiana e vedere quanto abbia dato a questo Paese. Questo posto ci lascia molto a cui pensare, facendoci vedere questa società con una nuova lente, quella dell'umanità, che quest'uomo ha messo in ogni suo gesto ed in ogni sua parola. Torniamo in albergo, dove ci aspetta Enrico che sembra essersi ripreso. Pranziamo e partiamo verso nord: dobbiamo ancora capire quale sarà la prossima tappa, intanto ci fermeremo a metà strada. Verso le 20 arriviamo all'Hotel a Dharapuram, dove sosteremo questa notte: il primo veramente "indiano", infatti si adoperano per cambiarci le lenzuola e recuperare degli asciugamani. Gli standard di pulizia sono un po' al minimo, ma ci adattiamo senza problemi. Troviamo vicino all'Hotel un negozietto di fornelli e Giannino, che ne cercava uno da un po', non si lascia scappare l'occasione: in un misto tra indiano e italiano riusciamo a capirci e acquistiamo due bei fornelli per i nostri pranzi on the road. Ceniamo nell'unico ristorante della città con del pollo allo spiedo e dell'altro cotto nel forno tandoori, davvero buoni! Rientriamo nel nostro hotel verso le 23, domani si parte alle 8.

 

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