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DAY 8 - Pasqua quest'anno è su una houseboat!

DAY 8 Kathakali 3

Ci incontriamo per la colazione verso le 8.30, oggi ci attende una lunga navigazione per i canali di Aleppey, in cui scopriremo delle interessanti tradizioni di questa zona.

Per le 11 arriviamo al porticciolo dove sono attraccate le houseboats e veniamo accolti dal proprietario dell'imbarcazione che useremo oggi (e su cui dormiremo stanotte). Niente sacchi a pelo però, la sistemazione è tutt'altro che spartana: grazie alla loro larghezza, le houseboats sono davvero molto spaziose. Questa, strutturata su due piani, ha 5 camere matrimoniali,ciascuna con i servizi, e due zone giorno in cui mangiare  e rilassarsi durante la navigazione.
Dopo circa due ore di navigazione e un bel pranzetto a bordo a base di riso, varie zuppette speziate e pesce, giungiamo alla nostra prima tappa: veniamo portati in un villaggio per vedere una "Snake boat".Si tratta di un'imbarcazione utilizzata per la celebre gara ( Aranmula Uthrattathi ) che si tiene nel secondo weekend di Agosto lungo i canali, fino ad arrivare al lago Punnamada. Rimaniamo impressionati dall'imponenza di questa imbarcazione: lunga più di 30 metri, prevede 105 persone ai remi e 5 a dare la direzione. E' costruita con legno di Jackfruit- pianta molto diffuso in questa zona- e, per far si che si conservi, viene unta con olio di sardine. La nostra guida ci spiega che sono navi usate sin dall'antichità, originariamente come navi da guerra, poi utilizzate per fare una sorta di "palio" tra i villaggi. 
Peccato non poter assistere a questa gara, deve essere davvero interessante vederla! Rientriamo poi sulla nostra barca- decisamente diversa da una snake boat- e proseguiamo con la navigazione.
 
Dopo circa un'ora facciamo una breve tappa, richiesta dall'equipaggio, per fare un saluto in chiesa: alcuni di loro sono cristiani, ed essendo Pasqua ci tengono a fare almeno una preghiera. Anche noi ci uniamo a questo momento "spirituale", cogliendo anche l'occasione per vedere la Chiesa: diversamente da quelle viste fin'ora, questa è decorata con grandi affreschi sul soffitto e sulle pareti.
Salpiamo nuovamente per raggiungere il villaggio da cui proviene il proprietario della barca che ci darà la possibilità di visitare il tempio di famiglia. Veniamo accolti dagli abitanti del villaggio con grande calore. Il proprietario della barca infatti discende da una famiglia di aristocratici locali, ed è considerato un po' il "primo cittadino" del villaggio. e ovviamente togliersi le scarpe. 
 Per entrarvi gli uomini devono rimanere a petto nudo; all'interno ci sono varie nicchie con le statue degli Dei Indù, decorate con corone di fiori. 
 
Qui al villaggio ci attende anche lo spettacolo di Kathakali, una commistione di scene teatrali e danze indiane. Si tratta di un' arte nata circa 400 anni fa che prevede una alternanza di danza e recitazione al ritmo di musiche e canti. Gli attori possono essere solo uomini, che si vestono e adornano appositamente per interpretare anche le parti femminili.
Al nostro arrivo ha inizio la preparazione, che dura circa 2 ore: uno dei due attori applica sull viso dell'altro della gomma naturale in cui vengono poi applicate delle strisce di carta. Dopo questo procedimento ciascuno dei due attori inizia a truccarsi, applicando strati e strati di colore e disegnandosi forme geometriche variopinte sul viso, con grande precisione. Finita la fase del trucco, inizia la vestizione, anche questa molto complessa: sotto ai vestiti tradizionali vengono applicati lembi di stoffa per creare una voluminosa sottogonna. Indossati gli abiti, gli artisti si dedicano poi agli acccessori: applicano dei finti capelli intorno alla testa, sulla quale pongono dei copricapi molto decorati e voluminosi; dopo aver messo collane e bracciali dorati in quantità, sono pronti per iniziare lo spettacolo.
 
Viene fatta una parentesi introduttiva dal capo della scuola da cui provengono gli attori, che ci spiega che ogni movimento fatto (rotazione degli occhi, movimenti dei muscoli facciali e altre gestualità) ha un determinato significato. Il capo della scuola inizia poi a scandire il ritmo con un tamburo, mentre un altro musicista suona una specie di corno: questi gli unici strumenti sul palco. Gli attori, uno rappresentante una donna e l'altro un uomo, iniziano a recitare unicamente con movimenti e gestualità, senza mai parlare. La storia rappresentata narra di un demone cui viene ordinato dal dio Narakasura di rapire le bellezze del paradiso. Il demone incontra il giovane Jayantha , figlio del dio Indra, e, per sedurlo, si trasforma in Lalitha, una bellissima ragazza e lo approccia con ammalianti danze. Lalitha si dichiara al giovane, proponendogli un rapporto sessuale.Il giovane chiede a Lalitha di rivelare la sua identità prima di accettare, rifiutando comunque di sposarla se non dopo aver ottenuto il consenso del padre, il dio Indra. Lalitha cerca di convincere il giovane rinnovando la proposta sessuale, ma viene respinta nuovamente. Lalitha allora si rivela apparendo come un demone con denti aguzzi dicendo che era venuta per rapirlo e aggredisce Jayantha, il quale la affronta tagliandole il naso, le orecchie e ferendola al petto. Sconfitto, il demone scappa e torna da Narakasura.
Il racconto è narrato unicamente attraverso musica e espressioni facciali molto eloquenti, accompagnati da musica e balletti, ma nonostante ciò si riesce a compredere interamente la storia e le emozioni provate dai personaggi.
 
Dopo esserci complimentati con gli attori e aver salutato gli abitanti del villaggio, rientriamo in barca, dove il nostro caro Giannino ci ha preparato una fantastica cena italiana per Pasqua. Brindiamo davanti, finalmente, a un bel piatto di pasta con gamberi e calamari, seguita da agnello con patate, come vuole la tradizione. Chiudiamo con un dolce home-made con crema pasticcera e biscotti (purtroppo senza forno non abbiamo potuto fare una bella pastiera!) e con l'immancabile colomba, che offriamo anche all'equipaggio e al proprietario che ci ha raggiunto con la sua famiglia. Qualche birra e chiacchiere con questi nuovi amici sono davvero un bel modo per concludere la serata. Bisogna dire che, anche se lontani da casa e dagli affetti, questa giornata di Pasqua è stata davvero speciale...Stanchi dopo questa lunga giornata, ci addormentiamo cullati dalle onde.
 
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